L’alveare magico che accoglie nel Golfo della Spezia la Legend delle crociere

“LA SPEZIA – E’ tornata come ogni settimana alle 7,30 del mercoledì nel Golfo della Spezia la Legend, quella che è attualmente la nave da crociera più grande al mondo, accolta da una organizzazione capillare e collaudata di accoglienza e sicurezza, in mare e a terra, che oggi siamo andati a conoscere più che da vicino da dentro.”

 

di Enzo Millepiedi

 

E’ dal 27 maggio che le navi da crociera sono tornate settimanalmente a ormeggiarsi in rada, nel Golfo della Spezia, in questa stagione che ha programmato in questa modalità, accanto agli accosti al Molo Garibaldi, venticinque arrivi, con l’ultimo fissato per il 21 ottobre, in piena bassa stagione.

 

Si è pensato a questa soluzione, in sostanza a una novità, per mantenere il livello più alto possibile degli scali e dei passeggeri navi in costanza dei lavori in corso del nuovo molo crociere, ma non è così. E’ stato infatti un po’ come il ritorno alle origini, a quando il porto scoprì, dopo i traghetti, questa nuova funzione.

 

Ed è per una felice combinazione professionale che a coordinare la complessa organizzazione che comportano le navi in rada ci sia chi, in allora, lavorava nell’Agenzia Lardon che con Giorgia Bucchioni aveva avviato e gestiva quella prima stagione crocieristica.

 

Lui è Ernie Troiani (nella foto qui sotto al terminal cruise e sopra il titolo con il comandante Sindre Borsheim) oggi Direttore operativo della società Spezia Carrara Cruise Terminal che ci guida in questo excursus di mezza stagione.

 

 

Le navi da crociera in rada non sono dunque una novità ma è come un ritorno, sia pure transitorio, al passato ma soprattutto alle origini? Che facciamo subito?

 

E’ la presenza nel porto e nella città di collaudate professionalità che ci ha consentito e che ci consente di strutturare una organizzazione efficiente in tutte le competenze necessarie al profetto e allo scopo. La formula utilizzata nel passato è stata così riproposta con le innovazioni funzionali di oggi.

 

Per cui tra il 15° e il 16° scalo in rada è il tempo per fare un primo bilancio?

 

Intanto mentre è stata la Legend della Icon Class più grande del mondo a polarizzare le maggiori attenzioni va detto che sono due le navi che abbiamo ospitato e che ospitiamo in rada: la Harmony of the Seas con i suoi 9 scali dal 27 maggio al 22 luglio e appunto la Legend of the Seas con 16 scali dal 2 luglio al 21 ottobre.

 

Le due navi quanti passeggeri al momento hanno portato e si prevede che portino nel Golfo?

 

“Il bilancio ad oggi di 83.472 turisti e fino ad ottobre ne attendiamo altri 70mila”.

 

 

Con le sole navi in rada sono stati generati oltre 150mila arrivi, senza contare gli equipaggi?

 

“Già, senza contare gli equipaggi che rappresentano gli sbarchi, nel tempo libero, più strutturati nei rapporti con la città e il territorio perché tornano settimanalmente più volte e quando scendono a terra, anche grazie alla conoscenza acquisita e al passaparola, sanno già dove andare e che cosa fare. E sono qualche migliaio”.

 

Torniamo ai passeggeri-turisti, quando sbarcano dove sono diretti?

 

“Il 30 per cento seguono i tour organizzati a bordo mentre la maggior parte, il 70 per cento, sono indipendenti e scelgono loro le mete nel territorio e fuori territorio partendo da due approdi, il Molo Garibaldi e il Molo Italia avendo a disposizione per l’accoglienza a terra i bus, gli Ncc (noleggio con conducente), i taxi, i trenini, i traghetti. C’è da osservare che negli anni la città e il territorio hanno conquistato quote sempre maggiori di attrazioni dei crocieristi”.

 

 

Con le navi all’ormeggio in rada cambia anche l’approccio con il territorio rispetto all’accosto in banchina. Che effetto fa sui crocieristi?

 

“Può sembrare più complicato ma è colto come un’accoglienza piacevole: lo sbarco inizia con una gita in shuttle o battello attraverso il golfo fino al molo e così è il ritorno”.

 

Tra sbarchi e imbarchi il servizio deve essere quindi continuo, è qui soprattutto che si misura l’organizzazione, sicurezza compresa?

 

“Deve funzionare tutto e funziona come un orologio, con la regia e, diciamo il campo base, al terminal cruise anche perché i settori in campo sono diversi”.

 

Il Presidente del Sistema Portuale del Mar Ligure Orientale Bruno Pisano in una recente conferenza con i giornalisti transitando su un catamarano davanti al terminal ha fatto gli elogi all’efficienza di tutta questa organizzazione non a caso?

 

Mi fa cogliere l’occasione per ringraziare tutti gli enti e le società coinvolte in mare: Autorità Portuale, Capitaneria, Comune della Spezia, Dogana, Guardia di Finanza, Polizia Marittima (Polmare), Piloti, Ormeggiatori, Agenzia Marittima Lardon, Navigazione Golfo dei Poeti, Art Sub. Senza il loro prezioso contributo sarebbe stato arduo costruire in poco tempo questa risposta alle richieste delle Compagnie per le navi più grandi che tenevano a confermare la mèta spezzina. Il vantaggio è che abbiamo a disposizione queste professionalità, sia nel pubblico che nel privato, e abituate a lavorare in sintonia.

 

 

Insieme alla squadra della società Spezia Carrara Cruise Terminal quanto personale diretto e indiretto richiede e movimenta una nave in rada?

 

“Alla base c’ è un nucleo operativo di 25 persone multilingue tra il team di accoglienza e assistenza insieme alla componente di sicurezza di Givi-La Lince. Al nucleo-base rafforzato si devono aggiungere tutti gli operatori pubblici e privati che superano abbondantemente i cento addetti, ai quali si aggiungono ovviamente le forze dell’ordine e con esse i vigili urbani”.

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